{"id":1797,"date":"2025-06-25T13:41:51","date_gmt":"2025-06-25T13:41:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lacasanelparcogenova.it\/?p=1797"},"modified":"2025-06-26T07:28:46","modified_gmt":"2025-06-26T07:28:46","slug":"gia-che-sono-qui-faccio-qualcosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacasanelparcogenova.it\/index.php\/2025\/06\/25\/gia-che-sono-qui-faccio-qualcosa\/","title":{"rendered":"\u201cGI\u00c0 CHE SONO QUI, FACCIO QUALCOSA\u201d"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>USARE LO SPAZIO PUBBLICO O PRENDERSENE CURA?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>Bisognerebbe compiere ogni azione, anche e soprattutto le pi\u00f9 comuni, aprire una porta, scrivere una lettera, tendere la mano, con la maggior cura possibile e con estrema attenzione, come se da questi gesti dipendessero i destini del mondo e il corso delle stelle.<\/em><br><em>(Charle Julliet)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra, una delle volontarie della casa di quartiere<\/strong>, abita al Lagaccio.&nbsp;<br>Di tanto in tanto usa la casa di quartiere per suonare il flauto prima dei concerti.&nbsp;<br>\u00c8 un posto tranquillo dove non rischia di disturbare i suoi vicini di casa.&nbsp;<br>Prima o dopo le prove la sua frase di rito \u00e8 sempre: <em>\u201cGi\u00e0 che sono qui, posso fare qualcosa?\u201d&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con Alessandra abbiamo una passione in comune:<strong> il giardino come dimensione meditativa<\/strong>.&nbsp;<br>Dateci un paio di guanti e delle cesoie, al mattino presto quando \u00e8 ancora fresco, e ci vedrete sistemare, tagliare, rinvasare, chiacchierando con i merli del giardino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uso che Alessandra fa della casa di quartiere \u00e8 <strong>un delicato prendersi cura<\/strong>.&nbsp;<br>Tra lavoro e impegni familiari non ha tanto tempo, ma quei 10\/15 minuti li mette volentieri a disposizione di <strong>uno spazio che sente suo<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019approccio di Alessandra \u00e8 raro<\/strong>, ma \u00e8 l\u2019impostazione che stiamo cercando di sollecitare in tutte le persone che si avvicinano alla casa di quartiere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">CHI USA LO SPAZIO FA LA SUA PARTE<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tutte le persone che utilizzano lo spazio per proporre attivit\u00e0 chiediamo di fare la stessa cosa.&nbsp;<br>Al termine di ogni corso, lezione, iniziativa, tutti sanno che c\u2019\u00e8 da porsi la domanda: sto lasciando lo spazio pulito e in ordine per chi verr\u00e0 dopo di me?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa azione risolve un problema pratico: non esiste nel nostro budget una soluzione per pagare una o pi\u00f9 persone che possano sistemare e pulire tra un\u2019attivit\u00e0 e l\u2019altra e di sera, a fine giornata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se esistesse una soluzione, per\u00f2, non ci piacerebbe l\u2019idea che chi usa la casa di quartiere possa immaginare di delegare la pulizia e il riordino ad altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mettere le mani nello spazio, coinvolgendo il gruppo a cui stai facendo lezione o con cui stai condividendo una passione o una riunione, \u00e8 parte del lavoro di casa di quartiere e sua condizione d\u2019uso.&nbsp;<br>Siamo convinti che usare lo spazio pubblico pensando in modo comunitario, collettivo, possa contribuire anche impercettibilmente a passare dall\u2019impostazione individuale\/individualista (io voglio, tu mi dai, io ti delego tutto), a una cultura del noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Funziona? <strong>Si, al 90%<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 ancora un po\u2019 di lavoro da fare.&nbsp;<br>Per alcuni era scontato e naturale, per altri una consapevolezza da costruire, ma la maggior parte dei gruppi ha adottato questo approccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019impostazione della cura abbiamo coinvolto anche le famiglie.&nbsp;<br>Lo spazio \u00e8 utilizzato da tante persone che seguono i corsi, ma contiene anche un servizio prezioso nel quartiere: il bagno. Che non \u00e8 pubblico (quindi potremmo negarne l\u2019uso a chi non segue le attivit\u00e0) ma \u00e8 necessario, e tante persone che usano solo il giardino con i bambini hanno bisogno di usarlo.&nbsp;<br><strong>Come fare a mantenerlo pulito con un uso massiccio, che in estate ne vede l\u2019utilizzo da parte di almeno 50\/80 persone al giorno?<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la pandemia ci siamo inventati una soluzione che manteniamo ancora adesso: i bambini possono andare solo coi genitori, che sono invitati a pulire il bagno a ogni utilizzo e sollecitare il lavaggio accurato delle mani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando non ci sono attivit\u00e0 a calendario \u00e8 possibile per un gruppo di famiglie, che conosciamo bene e di cui ci fidiamo, aprire in autonomia e far usare il bagno con queste regole: se ti serve, puoi usarlo e farlo usare agli altri. <strong>Ma devi prendertene cura come facciamo noi<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Funziona? Questo livello \u00e8 molto pi\u00f9 difficile<\/strong> perch\u00e9 le persone sono tante e sempre diverse, ma piano piano e grazie alla disponibilit\u00e0 di alcune famiglie che vivono lo spazio ogni pomeriggio e lo sentono loro, ce la stiamo facendo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">DIFFICILE PASSARE DA &#8220;IO&#8221; A &#8220;NOI&#8221;&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio banale: <strong>chi pulisce a fine giornata, se tante persone lo hanno utilizzato?<\/strong>&nbsp;<br><strong>Chi compra i materiali per il bagno, se il numero di persone che lo usa \u00e8 cos\u00ec alto?<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da parte di tanti, invece, \u00e8 sempre forte la tentazione di delegare ad altri (che puliranno, non importa chi, come e quando), come l\u2019abitudine a lasciare per terra la spazzatura in giardino.\u00a0<br>Esistono occasioni formative nel ciclo di istruzione o nell\u2019impostazione della nostra societ\u00e0 che lavorano sul senso di comunit\u00e0? Purtroppo sono molto rare, e non abbastanza diffuse.\u00a0<br><strong>E l\u2019uso della casa di quartiere, secondo noi, pu\u00f2 contribuire a colmare questa lacuna<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Casa Gavoglio ha <strong>un grande giardino<\/strong>, che pu\u00f2 essere messo a disposizione anche di esterni che abbiano la necessit\u00e0 di usarlo per evento o attivit\u00e0.\u00a0<br>Qui la questione si complica: come passare questo approccio di cura e attenzione a chi non conosciamo e che ha bisogno del giardino magari solo una volta?\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>LO SPAZIO E IL TEMPO<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019esperienza di questi primi 5 anni abbiamo vissuto, qualche volta, un approccio di questo tipo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cMi serve lo spazio per fare un concerto\/iniziativa\/spettacolo\/assemblea\/presentazione\u201d.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insieme allo spazio (il giardino) la maggior parte delle persone <strong>d\u00e0 per scontato che avr\u00e0 anche il nostro tempo in modo gratuito<\/strong> e senza limiti di orario anche serale e festivo, e la possibilit\u00e0 di utilizzare tutte le attrezzature dell\u2019associazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 per ogni evento non ti serve solo un giardino.&nbsp;<br>Ma <strong>sedie, tavoli, mixer, casse, microfoni, bagno<\/strong>.&nbsp;<br>E il <strong>piano di sicurezza, obbligatorio<\/strong> per ogni iniziativa all\u2019aperto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quindi alla richiesta spazio si associa anche la richiesta (a volte la pretesa) di avere tutto, in modo illimitato, a seconda delle proprie esigenze, <strong>senza fare un passaggio di ascolto<\/strong> di come funziona.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra riunioni, telefonate, sopralluoghi, piano di sicurezza, allestimento e disallestimento, pulizia delle stanze e del bagno,<strong> ogni evento che ospitiamo occupa almeno 30 ore di due persone.<\/strong>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Spoiler: non esiste un budget che paghi il nostro lavoro di assistenza gratuita a tutti gli eventi spot, ma anche se ci fosse, la nostra disponibilit\u00e0 non potrebbe essere illimitata)<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La collezione di fraintendimenti sulla sovrapposizione tra <em>\u201cmi serve lo spazio\u201d<\/em> e <em>\u201cmi serve il vostro tempo gratis, per accontentare ogni mia richiesta, a ogni ora, per qualsiasi cosa\u201d<\/em> \u00e8 varia e costellata di episodi singolari, a volte spiacevoli, che stiamo cercando di usare <strong>per migliorare la percezione dello spazio pubblico<\/strong> e di come si pu\u00f2 usare <strong>in modo responsabile.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi vuole il palco, le sedie, i tavoli, il mixer, le casse, i microfoni.&nbsp;<br>E d\u00e0 per scontato che sarai tu a impegnare due ore prima dell\u2019allestimento e una dopo, pi\u00f9 tutto il tempo dell\u2019evento, per fare assistenza tecnica. Non importa se il concerto finisce alle 23 e tu devi stare l\u00ec fino all\u2019una di notte. Per alcune persone lo spazio e il tempo sono un\u2019unica entit\u00e0, indistinguibile, che danno per scontata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi, dopo che hai allestito tutto, inizia a parlare o suonare senza chiederti:<em> \u201cVuoi per caso fare un saluto? Ti va di dire due parole sulla casa di quartiere?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per fortuna che siamo persone gentili e accoglienti, perch\u00e9 in questi casi la tentazione di staccare il mixer e andarcene \u00e8 sempre molto forte, ma resistiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi prima fissa la data, promuove l\u2019evento e poi ti chiede lo spazio (e tutte le cose di cui sopra).&nbsp;<br>Quando facciamo notare che, magari, sarebbe utile verificare se non ci sono altre iniziative in giardino e se noi siamo disponibili, la risposta seccata \u00e8 inevitabile:&nbsp; <em>\u201cMa noi abbiamo gi\u00e0 promosso l\u2019evento! E ora come facciamo?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi, prima di andare via<strong>, ringrazia tutti a parte noi che ospitiamo l\u2019evento<\/strong>, <strong>non saluta e se ne va<\/strong>, immaginando tanti operosi folletti che penseranno a riordinare e pulire. Grati di avere ospitato il suo prezioso intervento.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi organizza un evento esterno nella piazza, chiede il patrocinio al Municipio, promuove l\u2019iniziativa e <strong>si indigna terribilmente quando facciamo notare che ci sono procedure obbligatorie per legge.<\/strong>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Spoiler: gli eventi esterni, di ogni genere, in ogni luogo pubblico, sono regolati da norme ben precise della Prefettura e del Comune.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cCerto che usare questo spazio \u00e8 praticamente impossibile! Voi complicate anche le cose pi\u00f9 semplici con tutte queste regole!\u201d&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi vuole il tavolo di 4 metri e la lavagna alta 2, senza averli chiesti prima.&nbsp;<br>E lo scotch, la colla, le penne, il martello, la pinza, i pennarelli, le puntine, il tavolino basso e il tavolino alto. <em>\u201cAvete solo questi tavoli? Ma fanno schifo!\u201d<\/em> (eh gi\u00e0, abbiamo sentito anche questo).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa fare di queste esperienze?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">CHI, INVECE, SI PRENDE CURA<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte proviamo sconforto, ma abbiamo imparato a collezionare quelle positive e dargli valore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nonna gentile che ogni pomeriggio, prima di andare via, mette a posto tutte le sedie (anche quelle che non ha usato).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi raccoglie la spazzatura che trova in giardino, perch\u00e9 ama stare nel pulito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I partecipanti alle attivit\u00e0 che, prima di iniziare, si guardano in giro per dare una mano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il signore che al mattino fa jogging e tira su tutta la plastica che trova in giardino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli amici cari che arrivano la sera con un sacco di asfalto, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un buco nella piazza che continua a riformarsi per le manovre dei camion, e ci si inciampa. E allora si cena insieme in giardino, dopo essersi presi cura dello spazio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La persona gentile e attenta che ci propone di festeggiare il suo compleanno all\u2019interno della cena dei vicini, lasciando un contributo generoso e mettendo a posto lo spazio in modo talmente preciso che non sembra nemmeno che sia stato usato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gruppo di educatrici che viene per far fare delle ore di volontariato a ragazzi con fragilit\u00e0, con attenzione e cura. Occupando il nostro tempo, ma cercando di compensare con tante piccole azioni di cura del luogo, e con un approccio gentile e attento, in ascolto rispetto alle nostre esigenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le volontarie che coordinano il doposcuola dei bambini che, gi\u00e0 che sono qui, danno una sistemata allo spazio, o lasciano un piccolo contributo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>CHE FARE?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo da qui. Abbiamo imparato che \u00e8 solo valorizzando quello che funziona che possiamo farcela. E per questo stiamo progettando un piccolo ciclo di appuntamenti che, se funziona, vogliamo mettere a sistema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si chiama come questo articolo: <strong>\u201cGi\u00e0 che sono qui, faccio qualcosa!\u201d<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vogliamo provare a <strong>dare appuntamento all\u2019ora dell\u2019aperitivo<\/strong> a chi vuole, <strong>per fare insieme qualcosa<\/strong>.&nbsp;<br>Spostare una pianta pesante.&nbsp;<br>Raccogliere le foglie per fare la pacciamatura della terra.&nbsp;<br>Dare una sistemata alla biblioteca.&nbsp;<br>Riparare la guarnizione della macchina del caff\u00e8 (noi non siamo capaci, ma magari, qualcuno\u2026.?)<br>Riparare, di nuovo, il buco dell\u2019asfalto (magari qualcuno ha una tecnica che noi non abbiamo).&nbsp;<br>Potare l\u2019ulivo.&nbsp;<br>Portare ognuno un sacchetto di terra, cos\u00ec non serve comprarla.&nbsp;<br>Aiutarci a mettere ordine nell\u2019officina di quartiere, regno del caos creativo.&nbsp;<br>Scrivere in tutte le lingue possibili la scritta \u201cBenvenuto\u201d da mettere all\u2019entrata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, soprattutto, <strong>fare due chiacchiere sulla differenza tra <em>\u201cusare\u201d<\/em> e <em>\u201cprendersi cura\u201d<\/em><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 <strong>la cura<\/strong> \u00e8 soprattutto <strong>delle relazioni<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno viene qui a fare, e basta, questo \u00e8 molto evidente.&nbsp;<br><strong>Viene a vivere lo spazio<\/strong> con gli altri, perch\u00e9 <strong>si sente a casa<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi aspettiamo!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>USARE LO SPAZIO PUBBLICO O PRENDERSENE CURA? 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