{"id":2258,"date":"2026-07-20T11:35:42","date_gmt":"2026-07-20T11:35:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lacasanelparcogenova.it\/?p=2258"},"modified":"2026-07-20T12:19:18","modified_gmt":"2026-07-20T12:19:18","slug":"pensare-con-le-mani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacasanelparcogenova.it\/index.php\/2026\/07\/20\/pensare-con-le-mani\/","title":{"rendered":"PENSARE CON LE MANI"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Imparare a prendere appunti visivi nell\u2019era dell\u2019overload digitale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>di Lucia Tringali<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.lacasanelparcogenova.it\/index.php\/2026\/07\/20\/thinking-with-your-hands\/\">English version here<\/a><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>&#8220;Pensare con le mani&#8221;<\/em><\/strong> \u00e8 il titolo dell\u2019attivit\u00e0 sulla facilitazione grafica e gli strumenti visivi che abbiamo ideato per il mondo dell\u2019Erasmus Educazione degli adulti e che proponiamo a Casa Gavoglio ai gruppi internazionali che vengono a Genova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa significa pensare con le mani?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vuol dire che quando siamo davanti a uno schermo e fruiamo passivamente di un contenuto, il nostro cervello non \u00e8 al massimo delle sue potenzialit\u00e0. Ma quando spegniamo il telefono, chiudiamo lo schermo e ci mettiamo intorno a un tavolo con carta, penna, materiali, da soli o con altre persone a fare qualcosa di attivo, sblocchiamo un&#8217;altra modalit\u00e0 di pensiero. Rendiamo le idee vive e visibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensare con le mani significa prima di tutto togliersi dalla testa l&#8217;idea di non saper disegnare.<br>Una convinzione che troviamo nella maggior parte delle persone adulte che conosciamo. La prima domanda da cui partiamo nel corso \u00e8 sempre: <em>&#8220;Sai disegnare? S\u00ec o no?&#8221;<\/em>, chiedendo poi di argomentare la risposta. Perch\u00e9 sai (o non sai) disegnare? Rispondono di s\u00ec pochissime persone \u2014 di solito chi ha fatto corsi accademici di arte, chi ha studiato architettura o chi \u00e8 stato incoraggiato da qualcuno. La maggior parte degli adulti \u00e8 convinta di non essere capace. Il perch\u00e9 \u00e8 davvero semplice: perch\u00e9 hanno smesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai bambini della scuola dell&#8217;infanzia diamo sempre in mano i colori; il modo classico per far stare buono un bambino che si annoia \u00e8 dirgli <em>&#8220;prendi un foglio e disegna&#8221;<\/em>. Poi per\u00f2, verso i 7, 8 o 9 anni, succede qualcosa. Il disegno spontaneo non basta pi\u00f9, i bambini iniziano a vedere una distanza tra quello che osservano e quello che riescono a riprodurre, e spesso abbandonano la matita perch\u00e9 non riescono a copiare la realt\u00e0. <em>\u201cNon ci riesco, non sono abbastanza bravo\u201d<\/em>. Pensateci, se l\u00ec, in quel momento, non c\u2019\u00e8 una zia coi pennarelli (come mi chiama mio nipote di 9 anni) che risponde: <em>\u201cNon dire sciocchezze! Non \u00e8 questione di bravura, lo facciamo insieme!\u201d<\/em>, inevitabilmente quel bambino smetter\u00e0 di disegnare. Convinto di non avere talento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi casi faccio spesso l\u2019esempio dello sport: \u00e8 come se buttassimo i bambini in piscina e, una volta imparato a galleggiare e a fare le bolle, dicessimo loro: <em>&#8220;Bene, adesso fai le vasche a delfino o la gara di velocit\u00e0&#8221;<\/em>. Come se nel disegno la tecnica non esistesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c&#8217;\u00e8 <strong>il mito del talento<\/strong>. Tanti dicono <em>&#8220;io non sono un artista&#8221;<\/em>, dimenticando che l&#8217;arte \u00e8 soprattutto tecnica, sudore, fatica e impegno. Nel nostro corso la prima cosa che facciamo \u00e8 prendere una matita e fare uno scarabocchio a occhi chiusi, per poi passarlo al vicino e vedere cosa ci trova dentro. Tutti possono farlo. Da l\u00ec, una volta rimessa la matita sul foglio, l\u2019importante \u00e8 continuare in un modo che ti dia subito la sensazione di poterlo fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dalle forme base della facilitazione grafica \u2014 tondi, quadrati, linee e punti \u2014 e iniziamo a usarle per disegnare delle icone. Se lasciamo andare le mani prima del pensiero, la testa si sblocca e mette a tacere quel &#8220;critico interiore&#8221;, quella personcina fastidiosa appollaiata sulla spalla di noi adulti che continua a ripeterci: <em>&#8220;Smettila, tu non sai disegnare&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A noi piace prendere in prestito una frase di Gianni Rodari nella <strong>Grammatica della Fantasia<\/strong>: <em>&#8220;Tutti gli usi della parola a tutti. Non perch\u00e9 tutti siano artisti, ma perch\u00e9 nessuno sia schiavo&#8221;<\/em>. Noi la adattiamo dicendo: <em><strong>Tutti gli usi del disegno a tutti<\/strong>.<\/em> Togliere a qualcuno la possibilit\u00e0 di disegnare significa privarlo di un pezzo di creativit\u00e0, ma anche di un pezzo di ragionamento. Perch\u00e9 con il disegno si ragiona, si pensa meglio, si legge la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In aula usiamo anche mattoncini da costruzione e materiali di recupero per chiedere alle persone di rispondere a una domanda, usando le mani, lavorando in silenzio. \u00c8 un approccio profondamente inclusivo: chi fa fatica con le parole, chi \u00e8 timido o non \u00e8 abituato ai gruppi, pu\u00f2 far muovere le mani in modo rilassato. E quelle mani portano a galla significati e racconti molto pi\u00f9 profondi di quelli che si ottengono con un semplice giro di tavolo a voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La facilitazione grafica \u00e8 nata nel mondo aziendale per portare il pensiero laterale nei modelli di business. A noi piace portarla nel mondo dell\u2019educazione degli adulti. Pensare con le mani serve agli operatori e agli educatori per guardare il mondo con occhi diversi, cercando il dettaglio, la bellezza e la meraviglia fuori dalla routine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendere appunti per s\u00e9 unendo parole, icone e colori. Non \u00e8 solo un gesto artistico: pu\u00f2 esserlo, se si prende l\u2019abitudine di girare per la citt\u00e0 con un taccuino e una penna, disegnando quello che si vede e prendendo appunti su sensazioni, odori, incontri. Diventa sintesi visiva quando la si usa intenzionalmente per fare sintesi di un tema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fate una prova<\/strong>: guardate 2 o 3 brevi video che mostrano una ricetta, un\u2019attivit\u00e0 creativa.<br><strong>Dopo qualche ora, vi ricordate cosa avete guardato?<\/strong> Oggi siamo immersi in un flusso costante di digitale, video e reel da cui \u00e8 difficilissimo memorizzare qualcosa. Prendersi il tempo di guardare un video e poi, invece di passare a quello successivo, prendere un quaderno e buttare gi\u00f9 qualche appunto visivo \u00e8 un ottimo esercizio per il nostro cervello. Ci aiuta a studiare meglio e contrasta la dipendenza dagli schermi, impegnando le mani e non solo il pollice che scorre sul vetro. \u00c8 un\u2019ottima strategia contro il doomscrolling, e un modo intelligente per usare gli strumenti digitali con consapevolezza. Meno, e con una matita in mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facilitazione grafica significa anche accogliere un gruppo e accompagnare il processo di apprendimento con tutta una serie di azioni di cura che comunicano: mi interessa (I Care). Dal poster di benvenuto all\u2019agenda disegnata, passando per un\u2019azione semplicissima (e quasi banale): ogni task per il gruppo non \u00e8 spiegato solo a voce ma scritto. Con un lettering chiaro, visibile a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un approccio visivo \u00e8 fondamentale anche nel lavoro con adulti che hanno fragilit\u00e0 o che non padroneggiano la lingua: avere un compito scritto e disegnato su un foglio, invece che detto solo a voce, non \u00e8 \u201cun altro modo di fare le cose\u201d. \u00c8 un altro modo di pensare a quel gruppo, di fare apprendimento, di facilitare i processi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi l&#8217;intelligenza artificiale costruisce infografiche in pochi secondi a partire da un testo, da un audio o da un video. La domanda \u00e8 legittima: a cosa serve un facilitatore grafico se una macchina pu\u00f2 fare la stessa cosa?<br>La persona che ascolta con il pennarello in mano durante una riunione, che ti guarda negli occhi e fissa su un foglio bianco quello che il gruppo sta dicendo, non sta compiendo un&#8217;azione meccanica.<br>\u00c8 un gesto di cura profondo. Significa: <em>&#8220;Ti sto ascoltando, sono interessato a quello che dici, ti vedo e tutti possono vedere il tuo contributo&#8221;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gruppo che discute di un\u2019idea indicando delle immagini su un tavolo. La persona che grazie a una foto ti racconta come sta. Anche quando le parole non ci sono. <strong>Nessuna macchina potr\u00e0 mai sostituire questo<\/strong>. Accogliere un gruppo con un poster con scritto &#8220;benvenuto&#8221; o con l&#8217;agenda visiva della giornata significa dire <em>&#8220;mi prendo cura di te, ho dedicato del tempo a fare questo per voi&#8221;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gioia di chi, il primo giorno, aveva risposto <em>\u201cno\u201d <\/em>alla domanda <em>\u201cSai disegnare?\u201d<\/em> e che, per una settimana intera, ha provato, scarabocchiato, sbagliato e si \u00e8 divertito a sperimentare; e che, l\u2019ultimo giorno, ci dice: <em>\u201cHo un nuovo linguaggio, un nuovo modo di pensare\u201d<\/em>, \u00e8 una delle cose che d\u00e0 senso al nostro lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Chi vuole provare?<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imparare a prendere appunti visivi nell\u2019era dell\u2019overload digitale di Lucia Tringali English version here &#8220;Pensare con le mani&#8221; \u00e8 il titolo dell\u2019attivit\u00e0 sulla facilitazione grafica e gli strumenti visivi che abbiamo ideato per il mondo dell\u2019Erasmus Educazione degli adulti e che proponiamo a Casa Gavoglio ai gruppi internazionali che vengono a Genova. 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